
«I sauditi hanno concesso a Israele l’autorizzazione a sorvolare il loro territorio, in accordo con il Dipartimento di Stato statunitense», ha detto una fonte delle difesa statunitense. Fonti in Arabia saudita hanno riferito che negli ambienti della difesa della monarchia del Golfo si dà per scontato un accordo del genere se Israele dovesse decidere di attaccare l’Iran. Malgrado le tensioni far i due Paesi, Israele a Arabia saudita condividono una forte diffidenza nei confronti della Repubblica islamica e temono le sue ambizioni nucleari. I quattro maggiori obiettivi di un eventuale raid sarebbero gli impianti per l’arricchimento dell’uranio di Natanz e Qom, l’impianto di Isfahan per la conversione di minerale in gas destinato alle centrifughe per l’arricchimento e il reattore ad acqua pesante di Arak. Fra i bersagli secondari vi sarebbe la centrale nucleare di Bushehr, costruita dai russi ma non ancora attiva. Tutti gli obiettivi si trovano ad oltre 2.000 chilometri da Israele, al limite del raggio d’azione dei suoi bombardieri, anche con un rifornimento in volo, e un corridoio aereo in Arabia saudita accorcerebbe quindi significativamente la distanza, sottolineano le fonti. (fonte: laStampa.it)
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