Tuesday, 12 March 2013

Sahara occidentale, l'Ue non può entrare

Il Marocco rimpatria quattro deputati europei diretti nella capitale saharawi.

di Renato Giannetti (per eunews)

Fatti atterrare, rimessi sullo stesso aereo e rimpatriati. E’ quanto accaduto a quattro deputati europei a Casablanca, in Marocco, la scorsa settimana. Ivo Vajgl (Alde), Vincent Ramòn Garcés (S&D), Isabella Lovin (Verdi) e Willy Meyer (Gue), componenti dell’intergruppo parlamentare per il Sahara Occidentale, sono stati espulsi dalle forze di polizia marocchine senza permettere ai rappresentanti del Parlamento europeo di svolgere le proprie attività. Un fatto “inaccettabile” per Marco Scurria (Fdi/Ppe), anch’egli componente dell’intergruppo parlamentare, che sull’accaduto ha presentato un’interrogazion e scritta all’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Catherine Ashton. «Cosa intende fare la Commissione – recita l’interrogazione – per tutelare il diritto dei Membri del Parlamento Europeo di svolgere la loro attività politica»? E poi, «è giusto con un paese con cui l’Unione Europea stipula degli accordi impedisca a dei deputati di circolare»?
Recentemente, spiega Scurria, venticinque civili dei campi saharawi sono stati giudicati da un tribunale militare marocchino. Per tutti la condanna è stata il carcere, ma in Parlamento Ue si contesta il processo militare per dei civili – peraltro, fanno sapere dall’ufficio di Scurria, «non collegati al Fronte Polisario», il movimento che si batte per l’indipendenza del Sahara Occidentale – e si teme che nel territorio occupato dal Marocco non si rispettino i fondamentali diritti umani. Per questo motivo la piccola delegazione ha deciso di recarsi a El Ayun (Laayoune, in francese), la capitale formale della repubblica araba democratica Sarahawi (Rads), per verificare lo stato di diritto nel Sahara occidentale. Il problema è che il Marocco controlla gli accessi nei territori contesi del Sahara occidentale, e non è possibile atterrare lì direttamente. Da qui la necessità di fare scalo a Casablanca, dove però i deputati europei Vajgl, Ramòn Garcés, Lovin e Meyer, sono stati fatti risalire a bordo dell’aereo da cui erano scesi e fatti ritornare da dove provenivano.In Sahara occidentale non sono mai arrivati.
L’episodio risale al 6 marzo scorso, ma Scurria ha sollevato la questione di fronte al presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, in occasione dell’apertura dei lavori della sessione plenaria di Strasburgo. A Schulz ha sottoposto la stessa interrogazione presentata a Lady Ashton, ma oralmente. Per Scurria è «inaccettabile che il Marocco, paese con cui l’Unione europea detiene vincoli commerciali e di amicizia, impedisca a dei deputati di circolare liberamente». Il blocco della missione del Parlamento europeo, denuncia, «rappresenta il palese tentativo di nascondere la tragica realtà nei territori occupati». Perciò «spero che anche il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, oltre ad esprimere opinioni personali in merito alla situazione politica italiana, trovi il tempo di chiarire quali azioni intende intraprese nei confronti del Marocco». Schulz una risposta l’ha già data: della questione del Sahara Occidentale si occupa la commissione Affari esteri.

Ungheria, meno libertà per tutti

Approvate le modifiche alla Costituzione: alla Corte costituzionale poteri di controllo solo formali, e libera espressione censurabile. Vietato persino essere senzatetto.

La composizione del parlamento ungherese
di Emiliano Biaggio

L'Ungheria modifica la Costituzione, e lo fa in un modo che ridisegna pericolosamente gli equilibri democratici. Limiti alle libertà di stampa e opinione, ridimensionamento del peso della Corte costituzione, che avrà solo pronunciamenti non vincolanti. Fidesz, il partito di estrema destra del premier Viktor Orban, ha costruito una nuova Ungheria e segnato l'inizio di un nuovo momento storico. Ecco come cambia il paese dopo il voto di ieri del Parlamento di Budapest (Orszaghàz), contrassegnato dall'assenza del partito socialista - primo partito dell'opposizione in un Parlamento dove la destra ha i due terzi dei seggi - che ha boicottato la votazione in segno di protesta.
La Corte costituzionale potrà esaminare le modifiche della Costituzione solo da un punto di vista formale, ma non si potrà esprimere sui contenuti. I giudici supremi, inoltre, non potranno più richiamarsi a loro sentenze sul Diritto costituzionale ed europeo emesse prima dell'entrata in vigore della Costituzione voluta dal partito di Orban e varata nel gennaio 2012. Il precedente giurisprudenziale viene di fatto cancellato. La libertà di espressione e di opinione potrà essere limitata in caso di «lesione della dignità della nazione ungherese». Un concetto formulato in maniera vaga che apre la strada a qualsivoglia interpretazione. I giovani laureati, una volta terminati gli studi, dovranno rimanede in Ungheria per un periodo di durata pari ad almeno quello del corso di laurea. Se violeranno tale norma dovranno ripagare le spese degli studi superiori. Giro di vita contro gli indigenti: anzichè costose politiche assistenziali o sociali si vara una norma in basa alla quale senzatetto non potranno trattenersi e dormire in spazio pubblico, pena il perseguimento a livello penale. Stretta anche contro le coppie di fatto e le unione omosessuali: la nuova costituzione, così come modificata, sancisce il riconoscimento della famiglia quale nucleo composto da un uomo e una donna uniti in matrimonio. Coppie non sposate o omosessuali non potranno avere la definizione di famiglia, e non avranno gli stessi diritti e agevolazioni della famiglia eterosessuale ufficialmente sposata. Dichiarato organizzazione criminale il partito comunista. Ciò, è stato fatto notare, implica la possibilità di tenere processi politici contro oppositori attraverso pretesti costituzionali.
In Ungheria c'è chi protesta, ma è una minoranza. E in democrazia la maggioranza vince. L'Ue non sa cosa fare e forse può molto poco. «La legislazione ungherese deve essere in linea con le leggi e i principi dell'Unione europea», il commento della Commissione europea. «Lavoreremo insieme alle autorità ungheresi per eliminare tutti i dubbi che potremmo avere in merito alle nuove disposizioni».

Sunday, 10 March 2013

bLOGBOOK

«Non ti fai mai sentire, non ci fai mai sapere quello che fai»
«Dovrei?»
«Sì che dovresti». A questo punto lei restò un attimo in silenzio. Lo stava rimproverando, perchè era dispiaciuta. Non sapeva dire bene se per sè stessa o per lui, ma a lei quel suo atteggiamento non andava proprio a genio. «Sei un insensibile», disse infine.
«Trovi davvero?»
«Sì. Sei davvero antipatico quando fai così. Non rispondi alle mail, sparisci per giorni, a volte anche per settimane»
«Cosa dovrei scrivere? Ricevo mail in cui si vuole sapere cosa faccio e come vivo. Come se non lo sapeste. Faccio sempre le stesse cose da quando sono arrivato qui. Se facessi qualcosa di diverso dal solito stai certa che lo direi. Ma se non ho niente da dire non vedo perchè debba parlare»
«Sei uno stupido», disse lei. Anche questa volta lasciò creare un silenzio. Aspettava che lui dicesse qualcosa, ma lui continuava a parlare solo se incalzato da lei. «Non ci dici neanche se stai bene»
«Se fossi felice lo sapreste, se fossi disperato anche»
A lei non piacque quella risposta, così come non gradiva il modo in cui lui stava partecipando a quella conversazione. Era secco nelle risposte, ruvido e freddo nei modi. Avvertì che aveva qualcosa. Non sapeva cosa, ma era chiaro che non era più quello che aveva imparato a conoscere. Il tempo lo stava cambiando, e in peggio. «Perchè non ti fermi qualche giorno di più?», le chiese dopo un po', cambiando argomento, sperando che la conversazione potesse assumere toni diversi.
«Perchè dovrei?»
«Perchè hai detto tu stesso che lì fino a tutta la settimana successiva a Pasqua non succede più nulla. E tu invece torni subito a Bruxelles»
«Ho sbagliato a comprare i biglietti. Li ho presi senza consultare prima il calendario. E poi, anche se fosse, cosa resterei a fare?»
«Beh, almeno potresti goderti qualche giorno di sole in più»
«Se ci dovesse essere bel tempo andrò a Knokke, al mare. E' un bel posto»
Lei tacque. Non sapeva più che dire. Le ultime risposte l'avevano ancor più contrariata. «E a tutte le persone che ti vogliono bene non pensi?», chiese infine.
«Sì. E penso che non avrei nulla da dire come non ce l'ho adesso, penso che ormai io mi considero un ospite in mezzo a loro e nulla di più, e penso...»
Lei lo interruppe. «Questo è come ti consideri tu. Ma ha mai pensato a come ti considerano gli altri?»
«Sì. So quante e quali voci girino sul mio conto. E anche se c'è chi la pensa diversamente, perdonami, ma non cambia di molto le cose»
«Sei un coglione, lo sai?!»
«Sì, so che c'è chi dice anche questo»
«E' tutto quello che hai da dire?»
«Sì»
«Io sto cercando di venirti incontro e tu rispondi così?» Attendeva una sua risposta, ma lui non disse nulla. Aspettava che lui mostrasse gratitudine, affetto, e invece non ci fu nulla di tutto questo. «Non è stata una bella conversazione. Almeno di questo te ne rendi conto?»
«Sei tu che hai insistito. Io non avevo nulla di dire, ma tu hai voluto parlare per forza...»
«Sei un idiota».
Riattaccò. Lui l'aveva indotta a lasciarlo in quel modo brusco. Ma la cosa forse peggiore fu che lui non se ne crucciò. Anzi, fu come contento di come andò. Spense l'applicazione del computer con cui stava chiamando e andò in cucina. Fuori era freddo e pioveva, e lui andò a riscaldarsi con un tè.

Thursday, 7 March 2013

L'Unione europea indaga sul calcio olandese

Le amministrazioni comunali dove hanno sede cinque club avrebbero favorito le loro squadre con aiuti di stato illegali. Coinvolto anche Psv.

di Emiliano Biaggio

Il calcio olandese finisce nel mirino dell’Antitrust europeo per presunti aiuti di stato ai club militanti in Eredivisie ed Eerste divisie, la massima serie e il campionato cadetto del calcio dei Paesi Bassi. Ben cinque i club professionistici sotto inchiesta, tra cui il Psv, uno tra i più titolati a livello nazionale e tra i più noti sul palcoscenico calcistico internazionale. Ma non c’è solo il club di Eindohoven nel mirino della Commissione europea: si indaga anche sulle squadre Willem II e NEC (attualmente in Eredivisie), MVV e Den Bosch (in Eerste divisie). Per tutte le cinque compagini calcistiche la contestazione sollevata dalla Commissione Ue è la stessa: presunti interventi dei rispettivi comuni di appartenenza che hanno portato vantaggi alle squadre locali. Oltre alla presunta irregolarità dei tali interventi, «nessuna di queste misure, prese nel 2010 e nel 2011, è stata notificata alla Commissione europea», spiega la direzione generale per la Concorrenza.
Nel 2010 il comune di Nijmegen ha riscattato un debito di 2,2 milioni di euro contratto dalla squadra della città, il NEC. Nello stesso anno il comune di Maastricht ha rinunciato a un credito di 1,7 milioni di euro maturato con la squadra cittadina, MVV, acquistando lo stadio del club per 1,85 milioni. Ancora, il comune di Tilburg ha ridotto il costo di affitto dello stadio dove disputa le partite casalinghe il Willem II, e – denuncia l’esecutivo comunitario – lo ha fatto «con effetto retroattivo», procurando «un vantaggio economico complessivo pari a 2,4 milioni di euro». Una vera e propria boccata d’ossigeno per una società – il Willem II – in difficoltà: la squadra, che vanta tre scudetti olandesi, negli ultimi anni oscilla tra retrocessioni in seconda serie e promozioni in massima divisione. Non finisce qui: nel 2011 il comune di Eindhoven ha acquistato terreni dal Psv – il club controllato da Philips – pagando al club 48,3 milioni di euro. A transazione compiuta, il comune ha riconcesso gli stessi terreni al Psv, ma in affitto. Infine il comune di ‘s-Hertogenbosch ha rinunciato a crediti per 1,65 milioni maturati con la squadra cittadina (il Den Bosch), comprando per 1,4 milioni di euro «degli impianti di allenamento».
I club in questione, sottolineano a Bruxelles, affrontavano «difficoltà finanziarie» nel momento in cui i comuni hanno agito. Le azioni si configurano quindi come aiuti di stato, e «allo stadio attuale della procedura la Commissione ha dubbi sul rispetto delle linee guida sulla ristrutturazione delle aziende in difficoltà». Le misure, si precisa, «sembrano condurre a distorsioni della concorrenza» in quanto «è stato usato denaro pubblico per procurare vantaggi a soggetti che conducono attività economiche». Inoltre le misure contestate ai comuni «appaiono incompatibili con il mercato unico europeo». 
Joaquin Almunia, commissario europeo per la Concorrenza, è deciso ad andare fino in fondo. «I club calcistici professionistici devono essere gestiti bene anziché chiedere aiuto ai contribuenti quando si trovano in difficoltà finanziarie». La regola, ricorda, vuole che «anche quando il sostegno viene garantito, deve esserlo nel rispetto delle regole Ue in materia di aiuti di stato per imprese in difficoltà». Ma per quanto riguarda i cinque club «non siamo convinti che sia il caso». I soggetti interessati hanno un mese di tempo per rispondere e fornire tutte le spiegazioni del caso, ma la Commissione Ue non esclude di concedere più tempo qualora il Governo olandese lo richiedesse. E’ l’esecutivo dei Paesi Bassi che deve gestire la vicenda in quanto Bruxelles interloquisce con i governi degli Stati membri e non con i singoli Comuni.

Monday, 4 March 2013

EBC, già oltre 40 filmati sul canale video


Emiliano Biaggio Channel si arricchisce sempre di più di video e filmati. Oltre 40 cortometraggi tra intrattenimento, informazione, viaggi, musica, spettacolo e curiosità. Un canale sempre più da scoprire e da gustare. In poco più di un anno EBC ha più che raddoppiato la sua portata, caricando un numero sempre maggiori di filmati. Artisti affermati e band emergenti, racconti e resoconti di viaggi per le città d'Europa e del mondo. EBC è questo e tanto altro ancora. EBC, evoluzione di EmilianoBiaggio Tv, è il canale video di EmilianoBiaggio. E' su internet, all'indirizzo http://www.youtube.com/user/emilianobiaggio?blend=1&ob=0, e accessibile da questo blog attraverso l'apposito link sulla colonna di destra.

Sunday, 3 March 2013


Pubblicate su +EmilianoBiaggio i set fotografici di Mons, Braine-l'Alleud, Oostende e delle serre reali di Laeken. Si tratta delle foto che accompagnano le rispettive pagine del DIARIO DI BIAGGIO (trovabili inserendo i nomi nel motore di ricerca in alto a sinistra). Per vedere le foto basta andare su +EmilianoBiaggio. E' possibile farlo cliccando sull'apposita voce sulla colonna di destra. Inoltre, ogni pagina del DIARIO DI BIAGGIO è stata aggiornata con il link diretto alle gallerie fotografiche. Prossimamente provvederemo a mettere a disposizione anche le altre gallerie fotografiche. Buona visione.

Emiliano Biaggio sbarca su Google+

Da oggi Emiliano Biaggio estende la sua presenza anche su Google+. Da oggi, quindi, c'è +EmilianoBiaggio che mai. Dopo Emiliano Biaggio Channel, la sezioni video di Emiliano Biaggio, arriva anche la galleria fotografica pensata per arricchire la sezione DIARIO DI BIAGGIO già presente su questo blog. Qui vedete la foto che contraddistingue +EmilianoBiaggio. Basta un semplice "click" per spostarvi sulla piattaforma Emiliano Biaggio, grazie all'apposita sezione che trovate a destra.