Sunday, 14 April 2013

AS Grifondoro, maggica giallo-rossa

Jack Black di nome, giallo-rosso di fatto

Grifondoro fa pensare al quidditch, ma fa pensare anche ai maghi che il quidditch lo giocano. Ecco un formidabile mago che ha deciso di condurre una doppia vita: nel regno della magia studia e insegna l'arte delle carte, nel mondo dei babbani tale arte la pratica. Ad Hogwarts non l'hanno presa bene: le regole del resto parlano chiare, non si possono compiere incantesimi nel mondo normale. Ma questo giovane - per il mondo dei babbani Dario Minieri, sostenitore di una nota squadra di calcio di Roma - è riuscito ad affinare una tecnica che gli consente di vincere senza ricorrere a pozioni o magie: applicando le pratiche delle carte ai giochi del regno babbano ha sviluppato una strategia di gioco che gli consente di vincere a poker. Ma non fatevi ingannare: non è affatto Dario Minieri, ma un mago - Jack Black, ma nulla a che vedere con la famiglia di Sirius - che non ha mai abbandonato la sua fede per il Grifondoro, come testimonia la sciarpa che indossa sempre ad ogni partita. Ricorda la sciarpa della Roma, ma non fatevi ingannare: la Roma è magica, il Grifondoro composto da maghi. Non è la stessa cosa.

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«Se le giornate fossero sempre così Bruxelles sarebbe una città bellissima, forse la più bella del mondo». Irene ha gli occhi color dell'erba e il sorriso radioso come il sole che illumina e scalda la città. E' qui come tutti per cercarsi un futuro, e dalle sue parole trapela la decisione di provare a trascorrerla in questa parte d'Europa la sua vita. «Si sta bene, peccato solo per il tempo». Già. il tempo. Per una spagnola vivere in Belgio deve essere difficile, soprattutto se viene da Madrid o dalle regioni più assolate del regno. «In Galicia piove forse anche più che qua, per un galiziano è diverso. Ma per un madrileno...». Sorride. Quando parla Irene ha sempre un sorriso da regalare. Poi si acciglia e sembra come rapita da cattivi pensieri, ma poi quando gli sguardi si incrociano o le si rivolge la parola quell'aria accigliata sparisce e torna ad accoglierti con la sua immagine di spensieratezza. Ha la bellezza della sua giovinezza, ha la positività di chi sa che, nonostante tutto, ci sarà sempre un fiore che tornerà a crescere e sbocciare dopo il gelo degli inverni più rigidi. «No se», risponde quando gli chiedi cosa intende fare, quale siano le sue aspettative. «Non lo so», dice con aria non si sa se preoccupata per l'assenza di prospettive o se invece infastidita per via di domande a cui non sa dare risposte. Oggi quello che conta è la giornata da vestitini estivi e t-shirt, da pic-nic sui prati e relax sui prati. «L'anno scorso, quando sono arrivata a giugno, andavo in giro con gli abiti leggeri. Ma poi ho capito che a Bruxelles non c'è l'estate». Il tono è di quelli tristi, si vede che qualcosa le manca. Non la gioia di vivere, non gli amici, non la famiglia. Le manca la possibilità di vivere all'aperto, di respirare a pieni polmoni la città che tanto l'ha stregata, di guardare con i suoi occhi smeraldini il suo nuovo mondo. E oggi i suoi occhi possono vedere tutto, e illuminarsi di luce nuova. Con lo sguardo segue le papere che giocano a rincorrersi nello stagno, insegue le nuvole che passano veloci nel cielo come insegue i suoi sogni. Cosa sogni per te? Non sai neanche questo? «Godiamoci questo sole». Respira l'odore dell'erba, saggia coi piedi denudati la morbidezza del terreno, scherza con i presenti. Irene è l'immagine della felicità, la dimostrazione che può bastare poco per sentirsi bene. Oggi è un buon giorno per stare a Bruxelles. «Se le giornate fossero sempre così Bruxelles sarebbe una città bellissima, forse la più bella del mondo».

Friday, 12 April 2013

Parlamento Ue, due sedi non bastano più

Problemi di inagibilità a Bruxelles e Strasburgo, insieme all'arrivo della Croazia, costringono all'affitto di un nuovo stabile.

Il Parlamento Ue di Strasburgo
di Emiliano Biaggio

L'Europa chiede austerità e rigore, taglio della spesa e conti in ordine. Poi però sperpera denaro pubblico per far funzionare un Parlamento che ha due sedi, entrambe inagibili. A Bruxelles l'aula per la plenaria e la parte di edificio che la ospita sono chiuse per cedimenti strutturali, a Strasburgo una parte è stata chiusa per fuga di amianto. Due sedi che funzionano a singhiozzo, non in grado di funzionare con ventisette delegazioni e ancora meno con ventotto. Eh sì, da luglio la Croazia potrebbe entrare in Europa e in Parlamento si fanno due conti: con le sedi del parlamento parzialmente inagibili, con l'arrivo dei croati non c'è più posto. Per cui, proprio in vista dell’ingresso della Croazia nella Ue, e quindi della sua delegazione all’Europarlamento, il Parlamento Ue ha deciso di affittare, a partire dal 31 marzo 2014 e per dodici anni, un edificio di 40.000 metri quadrati, in cui saranno trasferiti uffici di deputati e assistenti, in attesa che venga costruita un’ala supplementare definitiva. Il costo d'affitto dell'immobile sarà di 750.000 euro all'anno. La politica di austerità si pretende dagli Stati membri, ritenuti troppo spendaccioni, ma l'Ue non sembra però offrire un buon esempio di gestione di risorse strutturali ed economiche. Aggiungiamo poi che sempre il Parlamento europeo sta progettando di spendere quasi due milioni di euro all’anno per l’affitto dell’immobile che ospiterà il Centro traduzioni a Lussemburgo (eh sì, il Parlamento europeo ha sedi e uffici anche a Lussemburgo, ma se lo ricordano in pochi), in attesa che sia costruito l’edificio definitivo, e il dibattito si riaccende: i critici delle più sedi parlamentari stanno di nuovo chiedendo di stabilire una volta per tutte il Parlamento europeo a Bruxelles. Sarebbe forse la migliore scelta anti-crisi, oltre che l'opzione più razionale ed economicamente vantaggiosa.

Thursday, 11 April 2013

La Confindustria europea a Emma Marcegaglia

Businesseurope la nomina presidente, prima donna di sempre.

Emma Marcegaglia
di Emiliano Biaggio

Emma Marcegaglia è il nuovo presidente di Businesseurope, l'associazione delle Confindustrie europee. La decisione è stata presa dai vertici della stessa organizzazione, con qualche mese d'anticipo rispetto al previsto. A Bruxelles le voci su una possibile guida di Businesseurope si erano fatte sempre più insistenti, ma l'elezione del nuovo presidente era comunque attesa per giugno. Il board di Businesseurope ha invece accorciato i tempi, facendo di Marcegaglia – già presidente di Confidustria – nuovo numero uno. L'imprenditrice italiana, mantovana, quarantasette anni il prossimo dicembre, succede al tedesco Jurgen Thumann e prenderà funzione l'1 luglio. Per lei si tratta di un altro risultato storico, dopo quello di prima donna alla guida di Confindustria: mai prima d'ora Businesseurope aveva avuto una presidentessa.
«Sono onorata e lieta di essere stata scelta per succedere a Jurgen Thumann come presidente della principale organizzazione orizzontale delle aziende europee», il commento di Marcegaglia. «Le sfide che l’economia europea si trova ad affrontare chiedono cambiamenti significativi». Per cui, promette, «lavorerò per contribuire in modo costruttivo alle rifocalizzazione necessarie delle politiche europee in materia di competitività e di crescita». «In tempi economici difficili come questi, lei è il leader di cui BusinessEurope ha bisogno», sostiene il presidente uscente Thurmann. Emma Marcegaglia «è un imprenditore di successo con una vasta esperienza italiana, europea e internazionale».

Wednesday, 10 April 2013

The Thomas Beale Cipher

Un video interessante per tecniche di realizzazione, contenuti, e storia, vincitore del premio per il miglior cortometraggio animato del 2010. Basato su una leggenda di un codice misterioso mai decifrato.

Breviario

«Internazionalizzazione non è delocalizzazione. Internazionalizzazione è lavorare con altre industrie che operano in altri paesi».
Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, al "Forum sulle regioni e l'industria" della Conferenza delle regioni dell'Unione europea (Bruxelles, 10 aprile 2013).

Tuesday, 9 April 2013

“Ci porti la scheda e facciamo noi”

Ecco come si falsano le elezioni (italiane) all’estero. Telefonata shock al patronato di Liegi: “Lasci la busta e ce ne occuperemo senza problemi”. Altri fanno invece propaganda (coi soldi pubblici) al Pd: “Carozza, Garavini e Cerasani”


di Alfonso Bianchi (per eunews)

La compravendita dei voti non è l’unico modo per falsare le elezioni all’estero. Con un meccanismo in cui per votare bisogna soltanto spedire per posta semplice le proprie schede, i trucchi sono molteplici. Un ruolo centrale nelle campagne elettorali dei candidati della circoscrizione Europa lo svolgono i patronati. Si tratta di strutture presenti in maniera capillare in tutti i Paesi europei e non solo, vengono finanziate con soldi pubblici attraverso un fondo specifico presso gli istituti di previdenza, ma sono gestiti da sindacati e associazioni: la Cgil, piuttosto che le Acli o la Cisl. Il loro compito è quello di svolgere attività a sostegno dei cittadini italiani. Specialmente all’estero sono tantissime le persone, soprattutto anziane, che si rivolgono ai loro servizi per essere aiutati nelle più disparate pratiche burocratiche. E tutti questi cittadini sono solitamente registrati nei database degli istituti. Per questo i patronati rappresentano un importante bacino di voti e sono alle volte utilizzati come centri di propaganda elettorale. Una pratica illegale, in quanto utilizzare i fondi pubblici per scopi diversi da quelli per cui sono stati stanziati (in questo caso fare propaganda per partiti o persone) è un reato. Le denunce sul loro coinvolgimento diretto nelle elezioni sono tante e abbiamo potuto verificarne la fondatezza.
Durante gli ultimi giorni della campagna elettorale abbiamo fatto alcune telefonate ai patronati del Belgio (che potete ascoltare nel video qui sotto) fingendoci un emigrante un po’ ingenuo in cerca di suggerimenti di voto. In un caso, quello del patronato Inas-Cisl di Liegi, città belga con altissima percentuale di italiani, la risposta alla nostra richiesta di ‘aiuto’ è stata tanto semplice quanto sconcertante. Dopo alcuni iniziali tentennamenti la donna al telefono ci ha detto: “Ci porti la busta qui, ce la lasci e facciamo tutto noi”. “Ma come, vi devo portare la scheda elettorale?” abbiamo chiesto, “No no, tutta la busta completa come l’hai ricevuta, poi verrà una persona che di solito si occupa di queste cose e vedremo noi. Senza nessun problema”. Beh, un problema ci sarebbe invece, e pure bello grosso: votare al posto di qualcun altro è un reato, e come se non bastasse un reato che viene commesso in una struttura che dipende dallo Stato italiano. (continua a leggere)

Gli italiani (calciofili) all'estero visti da EBC

Come si vive il derby Roma-Lazio all'estero, e più precisamente a Bruxelles? Su EBC un breve video che lo documenta. Un filmato essenziale che non necessita di spiegazioni, e che mostra la popolarità di una squadra di calcio anche oltre i confini nazionali di appartenenza. Per vederlo basta andare su EBC oppure cliccare qui. Buona visione.

Sunday, 7 April 2013

Belgio, manifesto per le elezioni politiche del 1961

Tuesday, 2 April 2013

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Non sempre le cose sono come le ricordi. Ti aspetti sole a Roma e invece trovi pioggia; ti aspetti pioggia a Bruxelles e invece trovi sole e cielo limpido; ti aspetti gioia e allegria nel tuo mondo di un tempo e invece trovi situazioni tanto sorprendenti quanto spiacevoli; ti aspetti la solita monotonia nel tuo mondo di adesso e invece scopri cambiamenti tanto stupefacenti quanto piacevoli; ti aspetti i sedili scomodi del solito aereo low-cost, ma non ti aspetti che siano così scomodi; ti aspetti che i biglietti del treno per destinazioni internazionali siano cari, ma non così cari. Non sempre le cose sono come le ricordi, e in quei momenti ti chiedi dove hai vissuto fino a quel momento, inizi a domandarti se non sia stato solo un sogno, se non ti sia immaginato tutto. Ma ricordi tutto così chiaramente, che quelle novità lasciano spaesato e confuso. Ricordi di essere sempre stato contrario a parlare una lingua mai piaciuta, ma quando torni di accorgi che la stai parlando, nonostante tutto. E allora non puoi fare a meno di chiederti da dove provenga tutta quella fiducia che prima non c'era, e che te mai avresti pensato di poterti dare.
Non sempre le cose sono come le ricordi. Ti aspetti di dover lavorare per i tuoi datori di lavoro, e invece lavori per chi il lavoro ufficialmente non te lo dà; ti aspetti di avvisare i colleghi di essere tornato, e invece rimetti tutto al silenzio; ti aspetti di aver paura per una condotta fuori dall'ordinario, e invece improvvisamente scopri che non te ne interessa più nulla; ti aspetti di non poter sopportare di essere tra così tanta gente, e invece - anche se a fatica - ti ci ritrovi. Non sempre le cose sono come le ricordi. E improvvisamente di viene alla mente una persona lontana che ti dice "è la vecchite...". E allora realizzi che ridi, quando ti aspettavi di non riuscire a farlo. Proprio come questa città, dove per una volta ad accoglierti c'è quella primavera che credevi irrimediabilmente perduta...