Sunday, 29 December 2013
Works are ongoing on this website to turn Emiliano Biaggio to english. It will require time to have evey single page in english, so we have to say the new blog is under construction. However at the end of the work some sections could remain untranslated, such as DIARIO DI BIAGGIO. It's the decision of the author to give the possibility to the old public still a useful suggestions. Further information will be provided once the website will be not under construction anymore.
Monday, 23 December 2013
Juncker ironizza su Berlusconi
«Mi ricordo di lui quando aveva il passaporto»
di Emiliano Biaggio
Jean-Claude Juncker è noto per il suo stile e per la sua sottile ironia. L'ex primo ministro lussemburghese e l'ex presidente dell'Eurogruppo, oggi leader dell'opposizione in patra e - si dice - aspirante al ruolo di presidente del Consiglio europeo, ha sempre avuto un modo tutto suo di dire le cose. E lo ha dimostrato anche in occasione del vertice dei capi di Stato e di governo del Ppe, partito in cui si collocano Forza Italia e Nuovo centro destra. Per ques'ultimo c'era Alfano, per il primo voleva esserci Berlusconi, ma la condanna e il conseguente ritiro di passaporti e documenti per l'espatrio gli lo hanno impedito. Juncker fa finta di cadere dalle nuvole. «Nessuno mi ha informato del motivo per cui non e venuto», ha dichiarato Juncker alla stampa arrivando per la riunione del Ppe. Come se l'uomo tanto attento alle vicende europee non avesse letto i giornali negli ultimi mesi, che di Berlusconi hanno scritto e riscritto. Berlusconi non può venire perchè non può espatriare? «Non lo sapevo», risponde ancora Juncker. «Mi ricordo di lui quando aveva il passaporto».
| Jean-Claude Juncker |
Jean-Claude Juncker è noto per il suo stile e per la sua sottile ironia. L'ex primo ministro lussemburghese e l'ex presidente dell'Eurogruppo, oggi leader dell'opposizione in patra e - si dice - aspirante al ruolo di presidente del Consiglio europeo, ha sempre avuto un modo tutto suo di dire le cose. E lo ha dimostrato anche in occasione del vertice dei capi di Stato e di governo del Ppe, partito in cui si collocano Forza Italia e Nuovo centro destra. Per ques'ultimo c'era Alfano, per il primo voleva esserci Berlusconi, ma la condanna e il conseguente ritiro di passaporti e documenti per l'espatrio gli lo hanno impedito. Juncker fa finta di cadere dalle nuvole. «Nessuno mi ha informato del motivo per cui non e venuto», ha dichiarato Juncker alla stampa arrivando per la riunione del Ppe. Come se l'uomo tanto attento alle vicende europee non avesse letto i giornali negli ultimi mesi, che di Berlusconi hanno scritto e riscritto. Berlusconi non può venire perchè non può espatriare? «Non lo sapevo», risponde ancora Juncker. «Mi ricordo di lui quando aveva il passaporto».
Saturday, 21 December 2013
Voilà l'adaptation autorisée d'un roman culte. En fait c’est l’auteur - Ray Bradbury - qui a autorisé l’adaptation et il y a même collaboré. La préface du livre est écrit par Bradbury en persone. Le livre a été publié en 2009. Il s'agit de une œuvre contemporaine à découvrir. Je l'ai découvert dans un des plusieurs magasins de livres et des bandes dessinées qui se trouvent à Bruxelles. Cette publication permet aussi de découvrir le graphisme de Tim Hamilton, sa narration graphique e se style.
Wednesday, 18 December 2013
bLOGBOOK
Il Natale ha sempre un'atmosfera tutta sua. E' diversa. E non parlo di quello che uno sente nel proprio animo, ma di quello che uno percepisce tutto intorno. E' una festa, e il clima di festa si riconosce sempre. Le strade sono lì a ricordarlo: festoni, luci dai mille colori, addobbi di ogni forma e dimensione. E poi le vetrine: diventa difficile capire cosa sia in esposizione, se i disegni che coprono la superficie in vetro o i prodotti dietro di essa. Il centro pulsa di vita, come sempre. Un'unica grande processione di adorazione del consumismo. Adorazione, già. Perchè molti quest'anno compreranno meno o non compreranno affatto, e resteranno a guardare i negozi bramando ciò che è stato loro negato. Buona crisi! I mendicanti ricercano negli interminabili passanti i loro Babbo Natale, aspettando di poter scartare nuove monetine da dentro i cappelli adagiati per terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano! Per le strade anche la musica è quella del Natale. Le solite canzoni sparate dagli altoparlanti comunali hanno il compito di ricordare che tutto va bene, e che siamo tutti più buoni. A Natale nessuno uccide, nessuno ruba, nessuno dichiara guerra, nessuno sfrutta nessuno. Ma solo perchè siamo occupati a mangiare il panettone, e solo perchè siamo cristiani. I musulmani che non festeggiano come noi, loro a differenza nostra non sono più buoni. Non è un caso se i terroristi sono islamici. Buona ipocrisia a tutti. Per fortuna non ci sono solo gli altoparlanti cittadini a inondare le vie di suoni e note. Ci sono anche tanti suonatori di strada e piccole orchestrine improvvisate. Ognuno racconta il suo Natale, le mille anime di un'umanità che si manifesta per ciò che rende umani: le emozioni, le passioni, le sofferenze. Un quartetto cattura i passanti con ritmi gioiosi, un violinista rapisce per le sue arie romantiche, un fisarmonicista incanta per le sue sonate malinconiche, un chitarrista esegue composizioni struggenti. La varietà delle colonne sonore di queste feste ricorda che per molti da festeggiare c'è ben poco. Un gestore di uno dei mille chioschi sistemati attorno al palazzo della borsa propone allora una pagana celebrazione del Natale innalzando il volume di Atom Heart Mother. Buon ascolto! La piazza maggiore ha allestito come di consueto il caratteristico presepe con statue a grandezza naturale e animali da stalla veri. Per un ateo un'opera notevole. Une qualunque credente saprebbe apprezzare l'accostamento tra il vero e il non vero? Tra il reale e l'irreale? Il museo Magritte non ha addobbi nè illuminazioni. Ceci n'est pas un Noel. Auguri.
Tuesday, 17 December 2013
Pensioni esentasse per le prostitute olandesi
La proposta di Wil Post, avvocato di Utrecht e gestore di un centro a luci rosse
(fonte: asca)
Nei Paesi Bassi le prostitute siano equiparate ai calciatori professionisti, almeno per quanto riguarda i vantaggi del sistema pensionistico. Wil Post, un avvocato e proprietario di un centro a luci rosse a Utrecht, ha inviato una richiesta formale alle autorità fiscali per ottenere che le proprie dipendenti possano godere dei vantaggi pensionistici previsti per i calciatori. Vale a dire, cioè, la possibilità di aprire un fondo esentasse dove poter depositare fino a cinquemila euro al mese. «Calciatori e prostitute fanno entrambi un lavoro fisico molto duro e non possono mantenere la propria attività per tutta la vita», ha spiegato Post. «Del resto, gli uomini preferiscono le giovani donne e per ogni prostituta c'è dunque un momento in cui non si riesce più a lavorare». In questo senso, secondo Post, tutte le giovani "lucciole" olandesi dovrebbero essere tutelate. Nei Paesi Bassi l'esercizio della prostituzione non è mai stato reato e nel 2000 un nuovo pacchetto di leggi ha regolamentato la materia. Le prostitute oggi hanno accesso alla previdenza sociale, possono riunirsi in sindacati e devono pagare le tasse.
| Una strada a luci rosse |
Nei Paesi Bassi le prostitute siano equiparate ai calciatori professionisti, almeno per quanto riguarda i vantaggi del sistema pensionistico. Wil Post, un avvocato e proprietario di un centro a luci rosse a Utrecht, ha inviato una richiesta formale alle autorità fiscali per ottenere che le proprie dipendenti possano godere dei vantaggi pensionistici previsti per i calciatori. Vale a dire, cioè, la possibilità di aprire un fondo esentasse dove poter depositare fino a cinquemila euro al mese. «Calciatori e prostitute fanno entrambi un lavoro fisico molto duro e non possono mantenere la propria attività per tutta la vita», ha spiegato Post. «Del resto, gli uomini preferiscono le giovani donne e per ogni prostituta c'è dunque un momento in cui non si riesce più a lavorare». In questo senso, secondo Post, tutte le giovani "lucciole" olandesi dovrebbero essere tutelate. Nei Paesi Bassi l'esercizio della prostituzione non è mai stato reato e nel 2000 un nuovo pacchetto di leggi ha regolamentato la materia. Le prostitute oggi hanno accesso alla previdenza sociale, possono riunirsi in sindacati e devono pagare le tasse.
AS Grifondoro, maggica giallo-rossa
Chiarimenti
Chiariamo subito una cosa: l'immagine qui di fianco non ha nulla a che vedere con il mondo babbano. Si tratta dell'immagine di una vetrata della scuola di magia di Hogwarts, che raffigura due delle quattro case: Grifondoro e Corvonero. A parte il fatto che è chiarito sotto, dall'iscrizione del nome delle case, lo capirebbe chiunque. Tranne un babbano, ovviamente. Che infatti pensa si tratti di una volgare contrapposizione degli emblemi di Roma e Lazio. Nulla di tutto ciò, per quanto la Roma abbia in comune con il Grinfondoro i colori e il fatto che sia magica. Magica per definizione, mica nel senso vero del termine. E poi questa Lazio cos'è?
Chiariamo subito una cosa: l'immagine qui di fianco non ha nulla a che vedere con il mondo babbano. Si tratta dell'immagine di una vetrata della scuola di magia di Hogwarts, che raffigura due delle quattro case: Grifondoro e Corvonero. A parte il fatto che è chiarito sotto, dall'iscrizione del nome delle case, lo capirebbe chiunque. Tranne un babbano, ovviamente. Che infatti pensa si tratti di una volgare contrapposizione degli emblemi di Roma e Lazio. Nulla di tutto ciò, per quanto la Roma abbia in comune con il Grinfondoro i colori e il fatto che sia magica. Magica per definizione, mica nel senso vero del termine. E poi questa Lazio cos'è?
Monday, 16 December 2013
«Con pace Israele-Anp pronti aiuti speciali»
La mossa diplomatica dei ministri degli Esteri dei ventotto paesi membri per facilitare la soluzione della questione arabo-israeliana
di Emiliano Biaggio
La pace in Medio Oriente passa anche per l'Europa. L'Ue ha messo sul piatto un pacchetto di incentivi economico-commerciali per far gola a israeliani e palestinesi: in cambio di un accordo di pace e una convivenza pacifica all'interno di una soluzione a due stati si è pronti a fare dei due soggetti dei partner privilegiati. E' l'ultimo atto, tanto nuovo quanto disperato, di una vicenda che troppe volte è stata vicina a una conclusione senza mai giungervi. Oggi l'Europa forza la mano e tenta la via della contropartita economica. «Nel caso di un accordo finale l'Unione europea concederà a Israele e al futuro stato palestinese una speciale partnership privilegiata comprendente un più ampio accesso al mercato europeo, maggiori legami scientifici, agevolazioni commerciali e per gli investimenti». E' una dichiarazione ufficiale, messa nero su bianco, appositamente redatta dai ministri degli Esteri dei ventotto membri dell'Ue per sbloccare le trattative. Si tratta dell'offerta di «un pacchetto economico e di sicurezza senza precedenti a entrambe le parti», sottolineano i ministri europei. Se israeliani e palestinesi intendono beneficiare di tale proposta le due parti in causa dovranno pervenire a un accordo definitivo e «duraturo». Questo implica per lo stato ebraico lo stop alla realizzazione di insediamenti, «che sono illegali per il diritto internazionale e costituiscono un ostacolo alla pace», mentre per l'Anp vuol dire astenersi dall'incitare alla violenza nei territori occupati.
| fonte foto: The Guardian |
La pace in Medio Oriente passa anche per l'Europa. L'Ue ha messo sul piatto un pacchetto di incentivi economico-commerciali per far gola a israeliani e palestinesi: in cambio di un accordo di pace e una convivenza pacifica all'interno di una soluzione a due stati si è pronti a fare dei due soggetti dei partner privilegiati. E' l'ultimo atto, tanto nuovo quanto disperato, di una vicenda che troppe volte è stata vicina a una conclusione senza mai giungervi. Oggi l'Europa forza la mano e tenta la via della contropartita economica. «Nel caso di un accordo finale l'Unione europea concederà a Israele e al futuro stato palestinese una speciale partnership privilegiata comprendente un più ampio accesso al mercato europeo, maggiori legami scientifici, agevolazioni commerciali e per gli investimenti». E' una dichiarazione ufficiale, messa nero su bianco, appositamente redatta dai ministri degli Esteri dei ventotto membri dell'Ue per sbloccare le trattative. Si tratta dell'offerta di «un pacchetto economico e di sicurezza senza precedenti a entrambe le parti», sottolineano i ministri europei. Se israeliani e palestinesi intendono beneficiare di tale proposta le due parti in causa dovranno pervenire a un accordo definitivo e «duraturo». Questo implica per lo stato ebraico lo stop alla realizzazione di insediamenti, «che sono illegali per il diritto internazionale e costituiscono un ostacolo alla pace», mentre per l'Anp vuol dire astenersi dall'incitare alla violenza nei territori occupati.
Draghi: «I governi procedano con le riforme»
Il presidente della Bce in Parlamento europeo: «La politica monetaria non può soppiantare i governi inerti»
di Emiliano Biaggio
La Bce continuerà a fare tutto il necessario per garantire la stabilità monetaria e quella dei mercati, ma i governi non devono esimersi dal compiere le riforme. In altre parole, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. E' il messaggio che Mario Draghi lancia ai paesi dell'Euro in occasione del dialogo economico in Parlamento europeo, l'ultimo dell'anno e il penultimo prima della fina della legislatura. «Le politiche economiche dei paesi hanno un effetto contagio sugli altri paesi», avverte il presidente della Banca centrale. «Se non si faranno le riforme strutturali ci saranno effetti negativi su tutti gli altri paesi dell'area Euro». E sono gli stati a dover compiere le riforme. «I governi ne sono i responsabili ultimi». E' un qualcosa che non compete a soggetti terzi, ribadisce il numero uno dell'Eurotower, che striglia i membri di Eurolandia. «La politica monetaria non può fare tutto. Non può soppiantare i governi interti che non vogliono fare le riforme, non può correggere i bilanci». Se oggi le cose vanno meglio, ricorda Draghi, il merito è dell'intervento e delle politiche di Francoforte. «La ripresa della domanda interna si deve grazie alla nostra politica accomodante, e la nostra politica monetaria sarà accomodante per tutto il tempo necessario». Ma non finisce qui. Per continuare a garantire la stabilità monetaria «siamo pronti a considerare tutti gli strumenti che si impongono». Dichiarazioni, sottolinea Draghi, che stanno a ricordare che in questi anni «la Bce ha fatto molto e rimane pronta ad agire». Ma la Banca centrale, in cambio, chiede anche gli sforzi dei governi. «Servono altre azioni da parte di altri», bacchetta Draghi. «Sono necessarie le politiche adeguate per dimostrare che l'Europa ce la può fare da sola, perchè non si possono avere creditori costanti». Le rifome e il consolidamento sono dunque ineludibili, anche perchè «non può esserci crescita sostenbile generando debito all'infinito».
| Mario Draghi |
La Bce continuerà a fare tutto il necessario per garantire la stabilità monetaria e quella dei mercati, ma i governi non devono esimersi dal compiere le riforme. In altre parole, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. E' il messaggio che Mario Draghi lancia ai paesi dell'Euro in occasione del dialogo economico in Parlamento europeo, l'ultimo dell'anno e il penultimo prima della fina della legislatura. «Le politiche economiche dei paesi hanno un effetto contagio sugli altri paesi», avverte il presidente della Banca centrale. «Se non si faranno le riforme strutturali ci saranno effetti negativi su tutti gli altri paesi dell'area Euro». E sono gli stati a dover compiere le riforme. «I governi ne sono i responsabili ultimi». E' un qualcosa che non compete a soggetti terzi, ribadisce il numero uno dell'Eurotower, che striglia i membri di Eurolandia. «La politica monetaria non può fare tutto. Non può soppiantare i governi interti che non vogliono fare le riforme, non può correggere i bilanci». Se oggi le cose vanno meglio, ricorda Draghi, il merito è dell'intervento e delle politiche di Francoforte. «La ripresa della domanda interna si deve grazie alla nostra politica accomodante, e la nostra politica monetaria sarà accomodante per tutto il tempo necessario». Ma non finisce qui. Per continuare a garantire la stabilità monetaria «siamo pronti a considerare tutti gli strumenti che si impongono». Dichiarazioni, sottolinea Draghi, che stanno a ricordare che in questi anni «la Bce ha fatto molto e rimane pronta ad agire». Ma la Banca centrale, in cambio, chiede anche gli sforzi dei governi. «Servono altre azioni da parte di altri», bacchetta Draghi. «Sono necessarie le politiche adeguate per dimostrare che l'Europa ce la può fare da sola, perchè non si possono avere creditori costanti». Le rifome e il consolidamento sono dunque ineludibili, anche perchè «non può esserci crescita sostenbile generando debito all'infinito».
Friday, 13 December 2013
Italiani per definizione
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