Monday, 30 April 2012
Il Connecticut licenzia il boia
Abolita la pena di morte nello stato del nord-est, il diciassettesimo degli Stati Uniti a fermare le esecuzioni. Perchè costano troppo.
di Emiliano Biaggio
La pena di morte è una barbarie? No, un costo. Per questo motivo il Connecticut volta pagina e decide di abolire la pena capitale sostituendola con l'ergastolo. Una decisione presa da Senato e Camera del parlamento statale, diventata realtà con la firma del governatore, Daniel Malloy. La legge non è però retroattiva, per cui gli 11 condannati a morte attualmente nel braccio della morte vedranno, a meno di sorprese (il governatore ha potere di grazia), la loro sentenza eseguita. Svolta umanitaria? Macchè. Nel paese dei cowboy si pensa a fare economia, soprattutto in tempi di magra come questi. «Il vecchio sistema ci costava troppo», ammette il governatore del Connecticut. Quello guidato da Malloy è il diciassettesimo stato Usa ad abolire la pena di morte, il quinto Stato in cinque anni a cancellarla
dopo New York, New Jersey, New Mexico e Illinois.
Anche per questo trend «l'Unione europea - commenta Catherine Ashton - auspica vivamente che la decisione incoraggi altri Stati degli Stati Uniti a fare altrettanto aderendo al crescente movimento nazionale e mondiale per l'abolizione del ricorso alla pena capitale». L'Alto rappresentante degli Affari esteri dell'Ue, dice di «compiacersi vivamente» per la decisione presa dal Connectut, importante perchè «l'abolizione della pena di morte contribuisca al rafforzamento della dignità umana e al progressivo sviluppo dei diritti umani».
Saturday, 28 April 2012
Mad in Italy, rubrica pseudo-politica da ridere. (vol.54)
Spazio dedicato a cosa succede in Italia. Chi fa che cosa, dove, come e soprattutto perchè. Protagonisti e comparsate nel paese dove tutto (ma proprio tutto!) è davvero possibile.
di Emiliano Biaggio - «Non faremo venir meno il nostro sostegno» al governo Monti. Che succede nell'italica repubblica? Silvio Berlusconi sostiene il re travicello. «Anche se viene il miglior tecnico del mondo... Che fa?», scandiva al crepuscolo del suo ultimo mandato. Un tecnico, diceva, «non ha nemmeno l'autorevolezza personale per imporsi sugli altri ministri, come ce l'ho io». Monti è talmente poco autorevole che induce il premier che fu a non staccare la spina. 'Bravo!', urlano i contrari all'eutanasia. «Con senso di responsabilità abbiamo contribuito alla nascita di questo governo tecnico e continueremo a garantire i nostri voti». L'elettore è attonito. Che passa nella testa del Cavaliere? 'E' un vero politico', tranquillizzano i più astuti del Pdl. 'Vuole lasciare a Monti l'onere delle scelte più impopolari per poi preparare una campagna elettorale che annunci contro-riforme migliori'.'La controriforma è prerogativa esclusiva di sua Santità il pontefice', ricorda il Vaticano. Berlusconi in realtà si fa i suoi conti: la Lega ha rotto la santa alleanza, e il Pdl perde pezzi. Nell'enclave lombarda, stretta dalle verdi leghiste Piemonte e veneto e assediato dal bolscevico Pisapia, Roberto Formigoni è al centro di una maxi inchiesta su presunte tangenti. Il consiglio regionale, presieduto dal leghista Davide Boni, avrebbe ricevuto un milione di euro in cambio dell'assegnazione di appalti edili. «I fatti gravi che stanno emergendo e che devono essere dimostrati - afferma Formigoni - riguardano singoli politici ma non l'attivita' della giunta». Infatti da luglio a oggi sono stati indagati o arrestati in Regione otto politici. Tra gli inquisiti ci sono anche due assessori leghisti del governatore Roberto Formigoni: Daniele Bellotti e Monica Rizzi, rispettivamente all'Urbanistica e allo sport. E allora? «Anche Gesù ha sbagliato a scegliersi uno dei collaboratori...», si difende Formigoni. «Formigoni non tiri in ballo Gesù a sproposito», attaccano subito i vescovi dalle pagine di Avvenire. Formigoni cambia linea di difesa: lascia la teologia e sceglia l'antropologia. «C'è l'istinto a corrompere e ad essere corrotti all'interno delle persone, di alcune persone», insegna il governatore della Lombardia. Ah beh, allora... «Non esisterà mai un sistema perfetto che impedisce all'uomo che lo vuole di violare la legge, neache se instaurassimo uno stato di polizia totale. Neanche la polizia più perfetta non ha mai impedito che esistessero fenomeni di corruzione». Per cui «non mollo certo di fronte a episodi come questo». «La posizione della giunta Formigoni è ormai insostenibile», denuncia il coordinatore regionale lombardo di Fli, Giuseppe Valditara. Quindi scricchiola la giunta Formigoni ma non Formigoni? Nooo. «Formigoni deve dimettersi». E perchè mai?, pensa lo stesso Formigoni. Perchè «appare sempre più grave la crisi del Pdl lombardo», denuncia Valditara. Nel Pdl lo sanno molto bene, per questo Berlusconi capisce che non è questo il momento di andare ad elezioni. Quindi, da sottile stratega, gioca su più fronti: sostiene il governo Monti, corteggia Casini e insegue la Lega. «Se si vuole creare un rapporto con me si può fare nell'immediato una sola cosa: sostenere monti senza mettere paletti ogni giorno», scandisce il leader dell'Udc. Il leader del Pdl allora vede e rilancia, e chiede «l'unità di tutti i moderati, cioè di coloro che sono alternativi alla sinistra». In quest'ottica, precisa Alfano, «in futuro vedo bene un'alleanza con la Lega». Ma proprio in futuro. Nella Lega, fa notare Maroni, «mi pare che la stragrande maggioranza, anzi la quasi totalità, ha condiviso la scelta di andare avanti da soli alle amministrative e sono orientati in questa scelta anche in futuro per le prossime elezioni politiche». Comunque «ringrazio per la generosità dell’amico Alfano, e lo dico in senso ironico». Le camicie verdi si fanno beffe delle armate berlusconiane: è scontro tra il Cavaliere e re di Padania? Impossibile. Il cavaliere è stato disarcionato dal suo cavallo, e il re è stato detronizzato. Proprio così: Bossi non è più il signore e padrone delle terre del nord. Com'è possibile? Questa è un'altra storia. Ma lasciamola per un attimo da parte, per chiederci una cosa: Berlusconi senza più poteri, Pdl in crisi e Lega senza più Bossi. E in tutto questo il Pd che fa? Cosa dice? Schhh! Non svegliate il cane che dorme!
di Emiliano Biaggio - «Non faremo venir meno il nostro sostegno» al governo Monti. Che succede nell'italica repubblica? Silvio Berlusconi sostiene il re travicello. «Anche se viene il miglior tecnico del mondo... Che fa?», scandiva al crepuscolo del suo ultimo mandato. Un tecnico, diceva, «non ha nemmeno l'autorevolezza personale per imporsi sugli altri ministri, come ce l'ho io». Monti è talmente poco autorevole che induce il premier che fu a non staccare la spina. 'Bravo!', urlano i contrari all'eutanasia. «Con senso di responsabilità abbiamo contribuito alla nascita di questo governo tecnico e continueremo a garantire i nostri voti». L'elettore è attonito. Che passa nella testa del Cavaliere? 'E' un vero politico', tranquillizzano i più astuti del Pdl. 'Vuole lasciare a Monti l'onere delle scelte più impopolari per poi preparare una campagna elettorale che annunci contro-riforme migliori'.'La controriforma è prerogativa esclusiva di sua Santità il pontefice', ricorda il Vaticano. Berlusconi in realtà si fa i suoi conti: la Lega ha rotto la santa alleanza, e il Pdl perde pezzi. Nell'enclave lombarda, stretta dalle verdi leghiste Piemonte e veneto e assediato dal bolscevico Pisapia, Roberto Formigoni è al centro di una maxi inchiesta su presunte tangenti. Il consiglio regionale, presieduto dal leghista Davide Boni, avrebbe ricevuto un milione di euro in cambio dell'assegnazione di appalti edili. «I fatti gravi che stanno emergendo e che devono essere dimostrati - afferma Formigoni - riguardano singoli politici ma non l'attivita' della giunta». Infatti da luglio a oggi sono stati indagati o arrestati in Regione otto politici. Tra gli inquisiti ci sono anche due assessori leghisti del governatore Roberto Formigoni: Daniele Bellotti e Monica Rizzi, rispettivamente all'Urbanistica e allo sport. E allora? «Anche Gesù ha sbagliato a scegliersi uno dei collaboratori...», si difende Formigoni. «Formigoni non tiri in ballo Gesù a sproposito», attaccano subito i vescovi dalle pagine di Avvenire. Formigoni cambia linea di difesa: lascia la teologia e sceglia l'antropologia. «C'è l'istinto a corrompere e ad essere corrotti all'interno delle persone, di alcune persone», insegna il governatore della Lombardia. Ah beh, allora... «Non esisterà mai un sistema perfetto che impedisce all'uomo che lo vuole di violare la legge, neache se instaurassimo uno stato di polizia totale. Neanche la polizia più perfetta non ha mai impedito che esistessero fenomeni di corruzione». Per cui «non mollo certo di fronte a episodi come questo». «La posizione della giunta Formigoni è ormai insostenibile», denuncia il coordinatore regionale lombardo di Fli, Giuseppe Valditara. Quindi scricchiola la giunta Formigoni ma non Formigoni? Nooo. «Formigoni deve dimettersi». E perchè mai?, pensa lo stesso Formigoni. Perchè «appare sempre più grave la crisi del Pdl lombardo», denuncia Valditara. Nel Pdl lo sanno molto bene, per questo Berlusconi capisce che non è questo il momento di andare ad elezioni. Quindi, da sottile stratega, gioca su più fronti: sostiene il governo Monti, corteggia Casini e insegue la Lega. «Se si vuole creare un rapporto con me si può fare nell'immediato una sola cosa: sostenere monti senza mettere paletti ogni giorno», scandisce il leader dell'Udc. Il leader del Pdl allora vede e rilancia, e chiede «l'unità di tutti i moderati, cioè di coloro che sono alternativi alla sinistra». In quest'ottica, precisa Alfano, «in futuro vedo bene un'alleanza con la Lega». Ma proprio in futuro. Nella Lega, fa notare Maroni, «mi pare che la stragrande maggioranza, anzi la quasi totalità, ha condiviso la scelta di andare avanti da soli alle amministrative e sono orientati in questa scelta anche in futuro per le prossime elezioni politiche». Comunque «ringrazio per la generosità dell’amico Alfano, e lo dico in senso ironico». Le camicie verdi si fanno beffe delle armate berlusconiane: è scontro tra il Cavaliere e re di Padania? Impossibile. Il cavaliere è stato disarcionato dal suo cavallo, e il re è stato detronizzato. Proprio così: Bossi non è più il signore e padrone delle terre del nord. Com'è possibile? Questa è un'altra storia. Ma lasciamola per un attimo da parte, per chiederci una cosa: Berlusconi senza più poteri, Pdl in crisi e Lega senza più Bossi. E in tutto questo il Pd che fa? Cosa dice? Schhh! Non svegliate il cane che dorme!
Friday, 27 April 2012
Ok del Consiglio europeo al Pnr, schedatura low-cost da giugno
I ministri dei trasporti dei 27 danno il via libera all'accordo che concede per 15 anni i dati personali alle autorità degli Stati Uniti.
di Emiliano Biaggio
Via libera all’accordo sulla registrazione dei nomi dei passeggeri che consente al governo degli Stati Uniti di tenere i dati di quanti volano verso gli Usa per quindici anni. Il Consiglio dei ministri dei Trasporti dei paesi dell’Ue ha infatti approvato il testo già accolto positivamente dal Parlamento europeo lo scorso 19 aprile. Il voto del Consiglio era previsto: l’accordo (noto con l’acronimo Pnr- Passengers names registration), era stato proposto proprio dal Consiglio Ue e il Parlamento comunitario ha votato “sì” alla proposta senza introdurre modifiche. L’accordo, fanno sapere fonti Ue, «molto probabilmente entrerà in vigore il prossimo 1 giugno».
In base all’accordo Ue-Usa le autorità statunitensi conserveranno i dati in una banca dati attiva per un massimo di cinque anni. Dopo i primi sei mesi, tutte le informazioni che potrebbero essere utilizzate per identificare un passeggero verrebbero oscurate, in modo da non rendere riconoscibile il soggetto. Terminati i cinque anni, i dati sui passeggeri saranno trasferiti in una banca dati “inattiva” per un periodo massimo di dieci anni, con requisiti di accesso più severi per i funzionari degli Stati Uniti. Successivamente, l'accordo sancisce che i dati devono essere resi completamente anonimi, eliminando tutte le informazioni che potrebbero servire a identificare il passeggero.
Secondo il Pnr, le informazioni dei passeggeri sono raccolte dalle compagnie aeree durante il processo di prenotazione e includono nomi, indirizzi, dettagli di carte di credito e i numeri dei sedili. Il Pnr, ricordano i ministri dei Trasporti dell’Ue, intende «prevenire, individuare e perseguire minacce terroristiche e crimini connessi, così come altri reati punibili con almeno tre anni di carcere».
di Emiliano Biaggio
Via libera all’accordo sulla registrazione dei nomi dei passeggeri che consente al governo degli Stati Uniti di tenere i dati di quanti volano verso gli Usa per quindici anni. Il Consiglio dei ministri dei Trasporti dei paesi dell’Ue ha infatti approvato il testo già accolto positivamente dal Parlamento europeo lo scorso 19 aprile. Il voto del Consiglio era previsto: l’accordo (noto con l’acronimo Pnr- Passengers names registration), era stato proposto proprio dal Consiglio Ue e il Parlamento comunitario ha votato “sì” alla proposta senza introdurre modifiche. L’accordo, fanno sapere fonti Ue, «molto probabilmente entrerà in vigore il prossimo 1 giugno».
In base all’accordo Ue-Usa le autorità statunitensi conserveranno i dati in una banca dati attiva per un massimo di cinque anni. Dopo i primi sei mesi, tutte le informazioni che potrebbero essere utilizzate per identificare un passeggero verrebbero oscurate, in modo da non rendere riconoscibile il soggetto. Terminati i cinque anni, i dati sui passeggeri saranno trasferiti in una banca dati “inattiva” per un periodo massimo di dieci anni, con requisiti di accesso più severi per i funzionari degli Stati Uniti. Successivamente, l'accordo sancisce che i dati devono essere resi completamente anonimi, eliminando tutte le informazioni che potrebbero servire a identificare il passeggero.
Secondo il Pnr, le informazioni dei passeggeri sono raccolte dalle compagnie aeree durante il processo di prenotazione e includono nomi, indirizzi, dettagli di carte di credito e i numeri dei sedili. Il Pnr, ricordano i ministri dei Trasporti dell’Ue, intende «prevenire, individuare e perseguire minacce terroristiche e crimini connessi, così come altri reati punibili con almeno tre anni di carcere».
Thursday, 26 April 2012
Breviario
«Dobbiamo proseguire lungo il progetto europeo, che è un progetto di pace e prosperità»
(Elio Di Rupo, primo ministro del Belgio, parlando il 26 aprile 2012 allo European Business Summit)
Wednesday, 25 April 2012
Draghi: «Serve un patto per la crescita»
Il presidente della Bce in Parlamento europeo: «Condizione necessaria per credibilità della zona Euro. No alla transaction tax».
di Emiliano Biaggio
Dopo la stabiità la crescita. Mario Draghi detta la linea e sprona la classe politica europea a varare misure credibili per la ripresa dell'economia e l'aumento dell'occupazione. «Con il "fiscal compact" abbiamo avuto un patto di stabilità, adesso serve un "growth compact", un patto per la crescita», sostiene il presidente della Banca centrale europea. «Questo patto di crescita - aggiunge - è stato anticipato dal "six pack", che deve essere solo un inizio».
Intervenendo in Commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, Draghi sottolinea l'importanza della "credibilità" dell'Eurozona. «L'Eurozona deve continuare a essere credibile dal punto di vista della stabilità dei prezzi, della stabilità fiscale, e della crescita». Altrimenti, avverrte, «se manca uno solo di questi elementi la credibilità diminuisce». Il presidente della Bce boccia poi l'idea di una tassa sulle transazioni finanziarie. Pur dicendosi «d'accordo» sul fatto che «non ci devono essere vantaggi per nessun settore, neppure quello bancario», Draghi suggerisce di percorrere la strada di «tasse diverse, non di un'unica tassa».
di Emiliano Biaggio
Dopo la stabiità la crescita. Mario Draghi detta la linea e sprona la classe politica europea a varare misure credibili per la ripresa dell'economia e l'aumento dell'occupazione. «Con il "fiscal compact" abbiamo avuto un patto di stabilità, adesso serve un "growth compact", un patto per la crescita», sostiene il presidente della Banca centrale europea. «Questo patto di crescita - aggiunge - è stato anticipato dal "six pack", che deve essere solo un inizio».
Intervenendo in Commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, Draghi sottolinea l'importanza della "credibilità" dell'Eurozona. «L'Eurozona deve continuare a essere credibile dal punto di vista della stabilità dei prezzi, della stabilità fiscale, e della crescita». Altrimenti, avverrte, «se manca uno solo di questi elementi la credibilità diminuisce». Il presidente della Bce boccia poi l'idea di una tassa sulle transazioni finanziarie. Pur dicendosi «d'accordo» sul fatto che «non ci devono essere vantaggi per nessun settore, neppure quello bancario», Draghi suggerisce di percorrere la strada di «tasse diverse, non di un'unica tassa».
Tuesday, 24 April 2012
Arriva il Pnr, ora la schedatura sarà low-cost
Il Parlamento Ue approva l'accordo con cui gli Stati Uniti terranno per 15 anni tutti i dati dei passeggeri in volo dall'Europa verso la patria della democrazia. Che baratta i diritti civili con la voglia di sicurezza nazionale con la complicità di Bruxelles.
di Emiliano Biaggio
Il grande fratello vi guarda e vi controlla. E si tiene le vostre informazioni. Da oggi in poi, infatti, i dati personali di quanti viaggeranno in aereo dall'Europa agli Stati Uniti potranno essere tenuti in banche dati statunitensi, e le autorità Usa resteranno in possesso di tutti dettagli relativi agli utenti delle compagnie aeree europee. Proprio così. A stabilirlo, è un accordo bilaterale Ue-Stati Uniti approvato dall’Assemblea del Parlamento europeo, con un voto favorevole che il gruppo dei Verdi – tra i contrari al provvedimento – definiscono «controverso» per le implicazioni che questo accordo ha sulla privacy. Approvato con 409 voti a favore, 226 contrari e 33 astensioni, l’accordo sulla registrazione dei nomi dei passeggeri (noto con l’acronimo Pnr- Passengers names registration) ha sollevato non poche polemiche a Strasburgo, dove il gruppo dei Verdi ha presentato una proposta di deferire l'accordo alla Corte di giustizia europea. Una proposta comunque respinta nel corso del voto in Aula.
In base all’accordo le autorità statunitensi conserveranno i dati in una banca dati attiva per un massimo di cinque anni. Dopo i primi sei mesi, tutte le informazioni che potrebbero essere utilizzate per identificare un passeggero verrebbero oscurate, in modo da non rendere riconoscibile il soggetto. Terminati i cinque anni, i dati sui passeggeri saranno trasferiti in una "banca dati inattiva" per un periodo massimo di dieci anni, con requisiti di accesso più severi per i funzionari degli Stati Uniti. Successivamente, l'accordo sancisce che i dati devono essere resi completamente "anonimi", eliminando tutte le informazioni che potrebbero servire a identificare il passeggero. La schedatura non avverà più nei commissariati di polizia nè negli uffici dell'Fbi: la schedatura avverrà già nel momento cui compreremo i biglietti on-line. Tutto last-minute e magari low-cost. L’accordo è stato dettato per ragioni di sicurezza: secondo il testo, infatti, i dati presi in base al Pnr «sono utilizzati principalmente per prevenire, individuare, indagare e perseguire il terrorismo e i gravi reati transnazionali». I dati, inoltre, serviranno per «individuare i soggetti che potrebbero essere sottoposti a interrogatorio o esame approfondito».
I dati Pnr sono raccolti dai vettori aerei durante il processo di prenotazione e includono nomi, indirizzi, dettagli di carte di credito e i numeri dei sedili dei passeggeri aerei. Secondo la legge degli Stati Uniti, le compagnie aeree sono obbligate a rendere questi dati disponibili prima della partenza dei passeggeri. Questo vale per i voli da o verso gli Stati Uniti.
Jan Philipp Albrecht, deputato europeo del gruppo dei Verdi europei e responsabile per gli Affari interni, parla senza mezzi termini di «stile di sorveglianza alla “grande fratello” che il Parlamento europeo ha sostenuto». Il problema, ha fatto notare Albrecht, è che «i termini dell’accordo sono sproporzionati, soprattutto per quanto riguarda la durata del periodo di mantenimento dei dati dei passeggeri». Quanto approvato a Strasburgo «compromette la privacy e le libertà civili dei cittadini dell’Ue».
Sunday, 22 April 2012
Breviario
«Il nostro obiettivo è fare la partita. Vedrete una Roma d'attacco».
(Luis Enrique, tecnico della Roma, il 19 aprile 2012, alla vigilia Juventus-Roma. Il 21 aprile 2012 la partita finisce 4-0 per la Juventus. Tiri in porta della Roma: 0. Tiri fuori: 1.)
(Luis Enrique, tecnico della Roma, il 19 aprile 2012, alla vigilia Juventus-Roma. Il 21 aprile 2012 la partita finisce 4-0 per la Juventus. Tiri in porta della Roma: 0. Tiri fuori: 1.)
bLOGBOOK - Vilvoorde
![]() |
| Vilvoorde, la Chiesa di nostra signora vista da Hanssenspark |
Bruxelles è a undici chilometri, Mechelen a tredici, l'aeroporto a sei. A Vilvoorde non si viene, da Vilvoorde si va.
"Un turista?", mi chiede tra il divertito e l'incredulo un vecchio abitante del posto da dietro la sua birra del pub antico. Una birreria stile fine ottocento con alle pareti vecchie trombe e fotografie ingiallite di un'epoca lontana. Di viandanti forse se ne vedono parecchi: Vilvoorde è sulla strada di tutto. Di visitatori se n'è persa ogni traccia: Vilvoorde non ha nulla da offrire ai turisti. Ma questo paesotto ha l'aria di voler crescere, e iniziare - se non proprio a offrire attrazioni - a valorizzare questa sua posizione strategica. Tre hotel già ci sono, un altro è in costruzione. E nuove case sorgeranno, a breve. "Il suo caffè", mi dice la gestrice della birreria, questo piccolo angolo di storia sulla piazza principale. Caffè filtrato, perchè qui la moka non è una tradizionale locale, e la macchina da bar - per questo posto in particolare - una non scelta di vita.
Vilvoorde è innanzitutto un'esperienza sensoriale: il profumo del detersivo per panni che esce dalle lavanderia pubbliche e si diffonde per le stradine è una piacevole sensazione per il naso; il piccolo chiosco che vende anguille e aringhe affumicate e salate sulla Grote markt è invece una soddisfazione per il palato; il rumore della fontana al centro dello stagno dell'Hanssenspark e quello delle foglie che si muovono al vento sono graditi all'udito; gli alberi che si specchiano sul canale, con quei colori tremolanti che si uniscono alle nifee adagiate sull'acqua, producono un effetto tutto da ammirare.
Sotto il viadotto, che collega la città all'anello autostradale che circonda Bruxelles, campi da calcio e da basket, insieme a tavoli da ping-pong in pietra e installazioni per permettere esercizi ed evoluzioni a skaters e bikers, contribuiscono a rendere più piacevole e assai meno degradato un posto ormai divenuto ritrovo per bambini di tutte le età. Aver disposto aree gioco pubbliche al riparo, permette di potersi godere il tempo libero anche con la pioggia, che da queste parti è un fenomeno che tende a ripetersi con una certa regolare frequenza.
![]() |
| Vilvoorde, il canale |
Paese di pendolari e lavoratori, questo è Vilvoorde. La centrale elettrica dà lavoro a molti, e anche di più fanno i pendolari verso Mechelen e Bruxelles, ad appena 15 minuti di treno. Paese di cavalli e di carne di cavallo: soprattutto questo è Vilvoorde. E' conosciuto in tutto il Belgio per questo: commercio di questi animali e della loro carne, come sta a ricordare la statua bronzea di Koen Van Daele posta di fronte alla Chiesa di nostra signora. Ancora oggi molti brussellesi e molti mecheliani si concedono cene o pranzi in uno dei tanti ristoranti del paese, per poi tornarsene soddisfatti nei rispettivi luoghi. Perchè a Vilvoorde non si
viene, da Vilvoorde si va.
LE FOTO DI VILVOORDE
Other destionations visited:
Amsterdam / Antwerpen / Berlino / Binche / Braine l'Alleud / Brugge / Budapest / De Haan / Den Haag / Durbuy / Gent / Halle / Knokke / Leuven / Liège / Mechelen / Mons / Namur / New York city / Oostende / Santiago de Compostela / Strasbourg / Tournai / Waterloo
Subscribe to:
Posts (Atom)


