Tuesday, 29 March 2011

India, la festa (di nozze) è finita

Troppo cibo sprecato e sfarzi eccessivi: dal governo stretta alle tradizioni. In nome dell'austerity.

di Emiliano Biaggio

In India la festa è finita, da oggi tutti "a stecchetto". Il Governo di Nuova Delhi decide che è tempo di sobrietà, e lavora a una legge che metta un freno alle sfarzosissime feste di nozze nel paese. Già, perchè quasi il 15% del grano e della verdura prodotti in India se na va per i lussuosi e sontuosi banchetti nuziali. Una cosa indigesta per il premier indiano Manmohan Singh, che ha più volte chiesto di non far mostra di ostentata ricchezza, perchè in un paese dove il 40% della popolazione vive sotto la soglia di povertà tutto questo sperpero e queste ostentazioni sono «volgarità che insultano il povero». Il Governo lavora quindi a uan legge contro gli sprechi, che possa diffondere un'idea di austerity e sobrietà, soprattutto in un momento di conclamata crisi. In un paese con storia e tradizioni ultramillenarie una vera e propria sfida, che difficilmente potrà essere vinta nel breve periodo.

Germania, Merkel ostaggio dell'opposizione

Nelle amministrative grande sconfitta per i partiti di governo: perde pezzi la Cdu, scompare la Fdp. Expoit dei Verdi, tiene - ma perde qualcosina - la Spd, non va Linke. E al Bundesrat adesso Merkel non avrà la maggioranza dei seggi.

di Emiliano Biaggio
(fonte foto: Terra)

La Cdu perde consensi, e Angela Merkel perde forza. All'interno della Germania, ma soprattutto a livello internazionale. Le elezioni amministrative segnano la sconfitta del partito di governo a scapito degli altri partiti, con cui adesso la cancelliera dovrà fare i conti dato che ora il centrodestra alla Camera delle Regioni - il Bundesrat - avrà 25 seggi su 65. Il risultato è lo stesso sia nel land Baden Wiirttemberg che nel land Renania-Palatinato: crollo del centrodestra, ed expoit dei Verdi, che per la prima volta nella storia si avviano a esprimere un governatore regionale, il docente di etica Winfried Kretschmann. Infatti dopo 58 anni il partito della cancelliera è costretto a cedere la guida del Land del BadenWUrttemberg, uno dei più importanti motori tecnologici e industriali del Paese: basterebbe questo dato da solo per dare le dimensioni della disfatta elettorale. Stando ai risultati provvisori alle regionali la formazione conservatrice nel Baden-Wiirttemberg ha perso il 5,2% dei voti, fermandosi al 39%. Sale, e di tanto, il partito ecologista: complice anche il dibattito sul nucleare, centra il 24,2% dei voti, un dato che non aveva mai raggiunto prima. Rispetto al 2006 i Verdi registrano un +12,5%, che permettono il sorpasso sulla Spd che, col 23,1% (-2,1%), raccoglie invece il peggior risultato di sempre in Baden-Wiirttemberg. Dimezzati i consensi per la Fdp, finora al governo con la Cdu: i liberali si fermano al 5,3% (la soglia di sbarramento è al 5%), con una perdita del 5,4%.
In Renania-Palatinato i Verdi, finora fuori dal parlamento regionale, conquistano il 15,3% dei voti (+10,7% rispetto al 2006). La Spd, al governo da 16 anni con Kurt Beck, resta primo partito col 35,7%, ma perde ben il 9,9% dei voti. Guadagna il 2,4% la Cdu della Merkel, secondo partito col 35,2%. Male la Fdp: i liberali dimezzano i loro voti e, con appena il 4,2%, restano fuori dal parlamento regionale.La Linke resta sotto lo sbarramento del 5%, proprio come in Baden-WUrttemberg, a dimostrazione del dato di queste elezioni: perde la destra, si ridimensiona sempre di più il centro-sinistra (la Spd), non avanza la sinistra (Linke), spariscono i liberali. Non c'è sinistra neanche in Germania, il voto sembra essere dettato dalle paure per il nucleare e dalla crisi economica che morde, e i cambiamenti - almeno per ora - dovranno aspettare. «Non ci sarà una rivolta contro Merkel», spiega Oskar Niedermayer, professore di scienze politiche alla Freie Universitt di Berlino. «Non ci saranno né elezioni anticipate, né un cambio ai vertici della cancelleria o della Cdu». Per far cadere la cancelliera «c`è bisogno di qualcuno che lo faccia e in giro non si vede nessuno che possa farlo». E' vero: le opposizioni, singolarmente, sono deboli. Ma anche Merkel non è più potente come fino a poche settimane fa, e una Germania più fragile politicamente non giova all'Ue.

Monday, 28 March 2011

AS Grifondoro (maggica giallo-rossa)

Nello sport l'insulto e l'offesa per l'avversario è la seconda cosa che si impara, subito dopo il tifo per i propri beniamini. Così nemmeno il quidditch si salva da queste logiche e le malelingue, soprattutto tra i sostenitori del Serpeverde, arrivano a sostenere che Harry Potter vesta sì giallo-rosso ma in realtà sia della Lazie. Ciò per via di questa sua posa (che vede a fianco) con un volatile che ricorda il piccione simbolo della squadra di Rieti con sede a Roma, quando in realtà la passione del capitano del Grifondoro è per un civetta. Mentre chi è della Lazie rientra tra i gufi. Il fatto che il mago di Hogwards ai gufi preferisca le civette dimostra che Potter è giallo-rosso.

Friday, 25 March 2011

Mafia e ddl interecettazioni all'ombra di Romano

Il "responsabile" nominato ministro nel rimpastino di governo che Berlusconi doveva fare per rendere favori dopo il voto di fiducia. Ma c'è di più di semplici favori.

di Emiliano Biaggio

Saverio Romano al ministero delle Politiche agricole. E' un responsabile, appartenente a quelli che. pèer intenderci, salvarono Berlusconi dal voto di sifudicia alla Camera. Le prime dichiarazioni da neo-ministro, Romano le spende per questioni "politiche". «Il tema delle intercettazioni- afferma- è maturo per fare approvare» il ddl in parlamento, perchè «non è giusto che, ogni volta che c'è un'inchiesta, c'è chi si trova sbattuto sulle prime pagine». Traduciamo per i non addetti ai lavori: i responsabili salvano il governo Berlusconi e Berlusconi, e in cambio di questo favore ottengono un ministero. Il titolare del dicastero è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata. Motivo per cui il presidente della Repubblica l'ha nominato con riserva, e motivo per cui è stato fatto ministro. Infatti alcune intercettazioni inchioderebbero Romano nei casi che lo vedono indagato. E adesso rispolvera il ddl intercettazioni, tanto caro a Berlusconi. No, Romano ministro non è affatto un caso.

Contrordine: il mondo non finirà nel 2012

I calcoli sulle previsioni Maya erano sbagliati: la Terra - sempre che non la uccidiamo prima - vivrà ancora per un secolo. Quindi... Resistere, resistere, resistere!

di Emiliano Biaggio

La buona notizia è che il mondo non finirà (non subito, almeno); la cattiva notizia è che toccherà a vivere in questo mondo. Del resto non si può avere tutto dalla vita, ma finchè c'è vita c'è speranza. E allora abbiamo tempo fino al 2116 per cambiare questo mondo e ricostruire questa società (società non in senso aziendale, occhio!). Ebbene, scienziati preoccupati e altri semplicemente senza niente da fare si sono messi a controllare i calcoli dei Maya: sembra fossero stati fatti dall'ultimo della classe. Già perchè l'antica civiltà aveva previsto per il 2012 la fine del mondo, ma Bohumil e Vladimir Böhm hanno ricalcolato il tutto e dato più speranze: il mondo finirà "solo" nel 2116. I due hanno pubblicato il loro studio su Astronomische Nachrichten, per una pubblicazione che, secondo gli esperti «segna una rivoluzione per gli appassionati della fine del mondo». Quanti infelici - o quanti uccelli del malaugurio - su questo pianeta! ma non è questo che ha indotto i fratelli Böhm a mettersi - carta penna e calcolatrice - all'opera: i due (il primo è un matematico, il secondo è un docente di storia e cultura maya) hanno subito individuato il problema. Che era davvero un problema. A quanto pare, spiegano, il popolo Maya era così ossessionato dai numeri da usare diversi calendari. Quello religioso era di 260 giorni, quello agricolo durava quanto il nostro: 365 giorni. Solo che le loro settimane erano di 9 giorni. E poi c’era il cosiddetto ciclo lungo, fatto di 1.872.000 giorni. Insomma, facile capire come fosse facile commettere qualche errore di calcolo. In fin dei conti sembra che i Maya avessero previsto che avrebbero regnato in quella parte di continente fino al 1998... Ma forse perchè ignoravano l'esistenza dell'Europa, dei conquistadores, della Chiesa e degli inquisitori. Invece i nostri - nella fattispecie John Eric Sidney Thompson, l’archeologo che per primo ha fatto paralleli tra i due sistemi Maya per il calcolo della fine del mondo - non hanno considerato una lunga interruzione nel calendario Maya, causata da una lunga guerra che bloccò anche il conteggio dei giorni. E' perchè al potere non c'erano le donne... Altrimenti nel genocidio dei Maya sarebbe morto qualche individuo in meno. Comunque, state tranquilli: se volevate pianificare la vostra vita anche per dopo il 2012 potrete farlo; se invece stavate contraendo debiti su debiti convinti di non doverli onorare mai perchè tanto la fine del mondo li avrebbe cancellati insieme ai vostri creditori, beh, i Maya direbbero che "sono cazzi". Però magari potremmo sbagliarci.

Thursday, 24 March 2011

Sull'Italia e sulla Libia

Un estratto che sintetizza i rapporti passati e presenti tra i due paesi.


Spunta un'altra legge anti giudici. "Ampliare la responsabilità civile".

La maggioranza presenta un emendamento. L`opposizione insorge: e una norma punitiva.

da La Repubblica del 24 marzo 2011

Questa volta lo firma un leghista, Gianluca Pini. Una norma che stravolge l'attuale meccanismo della responsabilità civile dei giudici. Tutto a scapito delle toghe. Leggi contro i giudici, sempre e comunque. Questa maggioranza non si ferma mai. È una fucina continua. L'ultima, in ordine di tempo, la Pd Donatella Ferranti, la scopre ieri, infilata in una legge impensabile, la Comunitaria del 2010, ddl che recepisce nella legislazione italiana input obbligatori provenienti dalla Ue. Tre parole in tutto, e il gioco è fatto. Di importanza, questa sì, «epocale» , come ironizza l`ex magistrato Ferranti. «Mi sa che di "epocale" qui c`è solo la fretta con la quale questa m aggio rana vuole punire i magistrati». Vediamo come. Oggi, nella legge Vassalli dell`88 che disciplina la responsabilità civile dei giudici dopo il famoso referendum in cui la maggioranza degli italiani sipro nunciò per renderla più incisiva, è scritto che la toga risponde solo di fronte alla contestazione di un «dolo odi una colpagrave». In futuro la formula, secondo la proposta di Pini, può cambiare così, «inviolazione manifestadel diritto». E ben evidente come lo spettro delle possibili responsabilità si allarghi grazie a una formula generica rispetto a un`altra molto più circostanziata. [...] Nel testo Alfano è previsto il capitolo della nuova responsabilità, che non sarà più a carico dello Stato, ma colpirà la toga nel suo portafoglio. Ma quello di Pini, se otterrà l`ammissibilità, ha tutto il sapone di un anticipo grave. Come dice la Ferranti «è pazzesco che una mo difica di tanto peso venga fatta così...».

Wednesday, 23 March 2011

Prescrizione breve per Berlusconi

Lo aveva concepito Vitali, lo presenta alla Camera - dove passa - Paniz. Processo Mills verso la chiusura già a maggio, 8 mesi in meno per Mediaset.

di Emiliano Biaggio

Berlusconi ci riprova. E vince. La commissione Giustizia della Camera approva un emendamento proposto da Mauizio Paniz (Pdl) che riduce i tempi della prescrizione per gli incensurati. Di ben otto mesi, per la precisione. Un provvedimento che per il deputato proponente non è "ad personam", anche se tra i vari atti pratici produrrà benefici per il presidente del consiglio: infatti il processo Mills, che doveva finire prescritto a febbraio 2012 perirà in anticipo di sette mesi e mezzo. Adesso, a maggio. Quello Mediaset (contestati reati finanziari e appropriazione indebita), tempo di decesso stimato giugno 2014, muore sei mesi prima, dicembre 2013. Calcoli semplici: se non è una legge ad personam, a chi conviene? A Berlusconi, senza dubbio, e solo a lui, dato che già oggi - ricorda la Corte di Cassazione - con l'attuale prescrizione cade l`80% dei processi per corruzione. Al massimo in futuro ne potrà cadere il 90%. Enrico Costa, capogruppo del Pdl in commissione, spiega di «non vedere» scandali, dato che «la prescrizione breve è solo una norma che punta riequilibrare un sistema che puniva solo i recidivi». Critiche le opposizioni: «Ecco fatta la riforma epocale della giustizia», critica un sarcastico Bersani. «Ancora una volta le esigenze del premier - rimarca Orlando - hanno prevalso su tutto il resto», attacca Andrea Orlano, responsabile giustizia del Pd, che parla di «amnistia di fatto». E' bene ricordare che dietro a questa mossa mal si cela l'ennesima bugia di Berlusconi e berlusconiani, come fa Massimo D'Alema: «La destra- critica il presidente del Copasir- aveva annunciato che perle riforme avrebbe rinunciato alle leggine: era una bugia». Infatti neanche un mese fa Luigi Vitali propose la prescrizione breve per gli incensurati, che Niccolò Ghedini - parlamentare Pdl e uno dei legali del premier - aveva bollato «inappropriata» garantendo che sarebbe stata cancellata. E' stata invece riproposta con emendamento - lo stesso escamotage per procedere alla riforma delle pensioni - in commissione Giustizia, con una sola differenza: il relatore. E un unico effetto: Berlusconi ridisegna la giustizia a sua immagine e necessità, mentre il paese è alle prese con ben altri problemi di cui sembra non accorgersi o interessarsi.

Tuesday, 22 March 2011

Libia, i timori di Berlusconi e gli interessi di Sarkozy. Tra le ipocrisie generali.

Il premier rischia di perdere rapporti privilegiati e benefici economico-commerciali, mentre la Francia cerca di scalzare Eni per favorire la sua Total.

l'e-dittoreale

«Sono addolorato per Gheddafi e mi dispiace. Quello che accade in Libia mi colpisce personalmente». Parole di Silvio Berlusconi, capo del governo italiano, a commento degli ultimi sviluppi della crisi libica. Parole che non piacciono ai partiti di opposizione, e che non faranno certo piacere all'interno dell'Ue, che per quanto divisa e indecisa sul da farsi ha comunque condannato in modo unanime il leader libico. Le parole del primo ministro italiano, a ben vedere, non sorprendono: Berlusconi non ha mai fatto mistero del suo rapporto di amicizia con Gheddafi, ed è stato l'ultimo capo di governo a prendere le distanze dal rais. Certo, un rapporto di amicizia tramutatosi in supporto a raid aerei su Tripoli e la Tripolitania non farà piacere nemmeno a Gheddafi, ma è per motivi di amicizia a coinvolgere «personalmente» il cavaliere? Forse personale, certamente economica, visti gli interessi che gravitano attorno alle imprese italiane, Eni in testa. E attorno ad Eni si giocano forse le sorti del conflitto libico: se l'Italia cerca approvvigionamenti con Eni, altrettanto fa la Francia con Total. Non a caso Nicolas Sarkozy ha preso l'iniziativa avviando le azioni militari e riconoscendo gli insorti, stringendo accordi per il post-operazione; e non a caso l'Italia ha chiesto il rispetto degli accordi siglati con la Libia prima delle ostilità. Il quadro è chiaro: la Francia mira a destituire Gheddafi per negoziare con un nuovo governo concessioni energetiche, l'Italia ha interesse ad avere nella famiglia Gheddafi il proprio interlocutore, e quindi che resti al potere per proseguire in quel trattato di amicizia. berlusconi si sente colpito «personalmente» perchè sull'amicizia con Gheddagi ha costruito una buona fetta della sua politica estera ed energetica, e perchè teme una rinegoziazione degli accordi che vedrebbero il nostro paese penalizzato a scapito di altri stati ed altri player. Gheddafi ha già avvertito che se manterrà il potere farà pagare al nostro governo le scelte fatte in questi momenti di guerra, e con un programma nucleare allo stato attuale praticamente tramontato, l'Italia si troverebbe a fare i conti con una problemativa questione energetica, oltre al tema immigrazione. Da qui la richiesta di affidare alla Nato la gestione delle operazioni, per togliere all'Italia imbarazzi e alla Francia possibili vantaggi. In questo la Turchia dà una mano al nostro paese: «E' impossibile per noi immaginare che i nostri aerei lancino bombe sulla popolazione libica», scandisce il premier turco Recep Tayyip Erdogan, sconfessando di fatto l'operato della Francia, con cui Ankara ha più di un conto aperto. Anche in questo caso, non prevale lo sdegno per un tiranno che spara sulla folla e sui civili, non c'è che una vuota condanna di parole per un leader non democratico ma con in mano petrolio e gas. Ancora una volta prevalgono gli interessi personali ed economici. Logiche egoistiche e di profitto ancora una volta offuscano ragionamenti su valori e principi, ma si sa, il denaro non è nè etico nè morale, ma sempre profondamente iniquo. Soprattutto nei confronti di chi non ne possiede o ne perde. Che poi è il caso di Berlusconi, non per niente «addolorato» e colpito «personalmente».

Monday, 21 March 2011

AS Grifondoro (maggica giallo-rossa)

Il quidditch è uno sport per maghi praticato da maghi, e il perchè del colore della principale squadra del campionato di Hogwarts si è già avuto modo di dire. Ma il quidditch è magico anche perchè ha in sè il bello del rugby: in campo sono botte da orbi, ma dopo scatta il terzo tempo, con i giocatori che incontrano i tifosi e avversari: qui vediamo il capitano del Grifondoro, Harry Potter, rifocillarsi con i panchinari della squadra, alcuni sostenitori (riconoscibili per avere indosso la maglia della squadra) e una tifosa di un'altra squadra (in primo piano, riconoscibile per non indossare la maglia del Grifondoro).